Quando si parla di Rettore la mente non può non andare a successi storici quali “Kobra”, “Lamette” , brani che definirli cult musicali è riduttivo perché sono stati anche espressione di un’Italia che voleva cambiare e che attraverso l’arte e le sue forme sperimentava il desiderio di abbattere tabu’ e schemi sociali.

Rettore insomma oltreché cantautrice di successo è stata esponente di una rivoluzione culturale.
Sebbene negli ultimi anni non sia stata piu’ al centro della scena radiotelevisiva, pur continuando a pubblicare dischi dignitosissimi (vi consiglio “Caduta massi” ! ), l’artista veneta ha conservato un suo vasto pubblico che ha la caratteristica di essere eterogeneo per fascia d’eta’ ed estrazione sociale. In pochi possono vantare questo primato.

Nel mese di ottobre in occasione della “vinyl week” promossa da Amazon la carismatica cantautrice ha pubblicato un vinile con i suoi successi riarrangiati dal titolo “The best of the beast” e inaspettatamente ma prevedibilmente è balzata ai primi posti delle classifiche .

Tale traguardo, che in misura ridotta è stato spinto dalla partecipazione al programma televisivo “Tale e quale show” (solo 3 puntate ma con esibizioni di gran classe), testimonia ancora una volta l’attaccamento ad un’icona da parte di quel pubblico che non dimentica e non vuol dimenticare.

In questi giorni, spinti dalla curiosità di ascoltare un suo brano natalizio del 2012 , di cui tanto ancora si parla sulle sue pagine social ufficiali e non, abbiamo scoperto e assaporato un brano modernissimo, poetico, ricco di suggestioni anche nel suo titolo : “Natale sottovoce”. Un invito che accettiamo volentieri perché in una società che urla, che scalpita, che corre e spesso inganna e trascura, fare un passo indietro verso il silenzio, verso uno sguardo caritatevole “sull’altro”, verso l’essenzialità del Natale non può che guidarci e arricchire un periodo cosi’ delicato come quello delle feste e piu’ in generale quello che storicamente stiamo vivendo.