Le notizie che leggiamo su internet, sentiamo al telegiornale e di cui parliamo con i nostri amici ultimamente sono più negative del solito. C’è chi vuole portarci nel 1850, chi crede davvero che l’omosessualità possa essere qualcosa da curare, chi pensa che il cervello delle donne sia meno adatto allo studio della fisica e chi ritiene legittimo diffamare una persona sulla base del suo orientamento sessuale o della sua identità sessuale.

Ecco, ora in Svizzera non sarà più legalmente possibile farlo: la discriminazione contro le persone appartenenti alla comunità LGBTQ è un reato. Punto. Basta omofobia e transfobia, perché la pena potrebbe arrivare fino a tre anni di carcere. Con 118 voti a favore e 60 contrari, il Consiglio degli Stati ha approvato la proposta arrivata dal Consiglio Nazionale, modificando il Codice Penale del paese e inserendo il reato di omo- e transfobia all’interno della normativa antirazzismo.

A condurre questa storica battaglia per la popolazione omosessuale svizzera è stato il consigliere nazionale del partito socialista Mathias Reynard, che dopo la vittoria ha dichiarato: “L’omofobia non è un’opinione. È un crimine, e questa vittoria manda un messaggio forte all’esterno.”