“Sono profondamente addolorata per il dolore e l’incomprensione causata dal fatto di non aver scelto le mie parole su Michael Jackson e le sue vittime in maniera più attenta, perché le mie parole, scritte, non riflettono i miei veri sentimenti. Non avevo intenzione di negare il trauma che questi bambini hanno provato. Come tutte le persone sopravvissute ad abusi sessuali sono costretti a portare tutto questo su di loro per il resto della loro vita. Sono veramente dispiaciuta e spero che James e Wade sappiano che li rispetto profondamente e li ammiro per aver parlato”.

 

Così Barbra Streisand, via social, ha chiesto scusa dopo le deliranti parole espresse nei confronti di Leaving Neverland, documentario HBO che ha fatto risorgere le accuse di pedofilia nei confronti di Michael Jackson. Da lei così ‘difeso’, giorni fa, via Times.

“I suoi bisogni sessuali erano i suoi bisogni sessuali, sai che provenissero dalla sua infanzia che dal suo DNA. Si può dire ‘molestati’, ma questi due bambini, da quello che ho sentito, erano entusiasti di essere lì. Entrambi, poi, si sono sposati e hanno avuto bambini, quindi questa cosa, insomma, non li ha uccisi”. “Mi sento male per questi bambini, mi sento male per lui, ma la colpa è dei genitori che hanno permesso ai loro figli di dormire con lui”.

Come scritto giorni fa, a una certa età bisognerebbe probabilmente tacere.
Evitare di dire minchiate, seguite immancabilmente dalle inevitabili scuse.

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