Una storia incredibile quella raccontata da Il Gazzettino, riguardante un ragazzo gay picchiato e sequestrato dai genitori. La vittime è un ragazzo di soli 20 anni, che con la famiglia si era trasferito in un comune dell’alta padovana circa 10 anni fa, lasciando la Bulgaria (Paese d’origine) per una vita migliore. Si sono subito ambientati trovando una casa e un lavoro. E il figlio, raggiunta l’età, ha deciso di iscriversi all’Università di Padova. I genitori hanno acconsentito, consentendo al ragazzo di trasferirsi in città, per poter seguire le lezioni e studiare.

 

Trasferitosi nella città patavina in un appartamento con altri studenti, ha quindi potuto essere se stesso, innamorandosi di un suo coinquilino. La famiglia, naturalmente, era ignara dell’orientamento sessuale del figlio, e quando lo hanno scoperto non l’hanno presa molto bene. Mentre i genitori del suo compagno accettavano la loro storia e li incontravano spesso, i genitori bulgari non avevano mai espresso una loro opinione. Ma stavano già pianificando qualcosa. 

Il rapimento del ragazzo gay da parte della famiglia

Mentre il ragazzo proseguiva i suoi studi e la sua storia d’amore con il suo compagno, il padre e la madre stavano mettendo a punto un piano. L’intento era quello di fare armi e bagagli, ripartire per la Bulgaria e ricominciare una nuova vita nel Paese d’origine. E’ il 2016 quando i due assieme a un complice vanno a trovare il figlio. Una visita inaspettata, così come le loro azioni. Intimano al ragazzo di fare le valigie e partire con loro, ma lui si rifiuta. Così, mentre la madre raccoglie le sue cose dalla stanza in affitto, il padre e il loro complice trascinano in auto il ragazzo, aggredendo anche il compagno che era intervenuto per difenderlo.

All’arrivo della Polizia, la famiglia bulgara era già fuggita, avendo studiato quel piano per mesi. Il compagno del ragazzo bulgaro ha riportato delle contusioni al volto e alle braccia, decine i testimoni attirati dalle urla. A 3 anni di distanza, del ragazzo non se ne sa più nulla. I genitori avevano lasciato il lavoro e la casa. Ora il magistrato che ha concluso le indagini ha chiesto il rinvio a giudizio per 3 persone, e il pubblico ministero Sergio Dini ha contestato alla coppia e al loro complice  le accuse di sequestro di persona, violenza privata e lesioni. Non è chiaro se le Forze dell’Ordine hanno in custodia i 3 delinquenti, così come non si conoscono le sorti del ragazzo.

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