Se negli ultimi giorni la sua sfuriata omofoba in piazza San Giovanni è diventata virale grazie ad un remix che è rimbalzato di bacheca in bacheca, 10 anni or sono Giorgia Meloni, all’epoca giovanissima Ministro per la gioventù nel quarto governo Berlusconi (la più giovane della storia repubblicana) partecipava a Genova ad un convegno Arcigay intitolato I giovani e il disagio della diversità, compreso nel programma culturale del Pride nazionale 2009, che ‘addirittura’ ricevette il patrocinio gratuito del Ministro della Gioventù.

Sembrerebbe fantascienza eppure la Meloni, all’epoca 32enne, così affrontava ai microfoni del TG3 il tema ‘omofobia‘, già nel 2009 affrontato dalle varie associazioniLGBT nazionali con una ferma richiesta di una legge contro le discriminazioni.

“Io credo che ci voglia una capacità di insistere su iniziative culturali che possano combattere a 360° le forme di disagio che sono alla base di tutte le discriminazioni, compresa quella che riguarda i giovani omosessuali. Chiaramente come ministro della gioventù ritengo che questo sia un compito istituzionale che mi compete e da questo vorrei partire.”

Dopo aver messo in guardia dal pericolo di “un uso improprio del termine omofobia“, perché “io stessa sono stata tacciata perchè non ero d’accordo sulle adozioni da parte delle coppie omosessuali“, la Meloni, tra gli applausi dei presenti, sosteneva dal palco il sogno di una “società in cui si sia orgogliosi di essere italiani a prescindere da chi si ama“.  10 anni dopo, con il vento dei sondaggi che tira forte e l’alleato sovranista Salvini a trainare le truppe, la leader di Fratelli d’Italia è invece diventata una delle principali ‘nemiche’ della comunità lgbt nazionale (checché ne dicano i suoi ‘amici gay’), aizzatrice di odio e discriminazioni nonché divulgatrice di fake news  in nome della sacra e inattaccabile famiglia ‘tradizionale’.

 

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