Se da una parte è vero che sono in costante diminuzione i nuovi casi in Italia, con un’incidenza che è inferiore a quella del resto dell’Ue dall’altra si arriva troppo tardi al test. Poi c’è un sommerso che preoccupa. “Oggi calcoliamo 18mila persone che vivono in Italia con l’infezione da Hiv ma che non sanno di averla” dice Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit)

L’epidemia di Hiv non si vede ma non si arresta. Nonostante il progressivo calo delle nuove diagnosi di infezioni dal 2012, confermato anche nel 2019 (2531 rispetto alle 3003 nel 2018 e 4162 nel 2012), che registra il Centro operativo Aids dell’Istituto superiore di sanità (Iss) nell’ultimo rapporto, gli sforzi della scienza non hanno mai portato né a un vaccino né a una cura miracolosa contro il virus. Per Sars Cov 2 invece in meno di un anno siamo a un passo dall’antidoto. “È molto più complicato trovare un vaccino efficace contro l’Hiv – dichiara Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma -. I due virus hanno caratteristiche molto diverse. Quello dell’Hiv, a differenza del nuovo coronavirus, ha un alto tasso di mutazione e risulta più sfuggevole all’immunità prodotta da un eventuale vaccino. Ce ne vorrebbero tanti, personalizzati, e comunque non basterebbero, perché l’Hiv muta anche all’interno del singolo soggetto infettato tanto da esaurire la capacità di risposta del suo sistema immunitario”

Non esiste un vaccino contro l’Hiv ma l’infezione può essere prevenuta usando il preservativo, l’arma migliore. La maggior parte delle nuove diagnosi (l’84,5 per cento), denuncia l’Iss, è infatti dovuta a rapporti sessuali non protetti. “Il preservativo protegge da tutte le altre malattie sessualmente trasmesse, oltre che dalle gravidanze indesiderate. Per questo motivo – sottolinea Andreoni – sono necessarie campagne di sensibilizzazione tutto l’anno e l’educazione sessuale in classe”. Un altro metodo di prevenzione è la profilassi pre-esposizione (nota come prep). “Viene prescritta dallo specialista negli ambulatori per le malattie sessualmente trasmesse ed è a pagamento. Ma il preservativo – ripete il medico – protegge da tutte le altre infezioni ed è più economico”.

 

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