Laura Pausini fa centro alla sua prima candidatura ai Golden Globes. Le speranze italiane erano affidate al film La vita davanti a sé di Edoardo Ponti, protagonista la madre Sophia Loren, candidato come miglior film straniero (per cui ha vinto Minari di Lee Isaac Chung). La cantante è stata premiata per la miglior canzone conIo si (Seen) scritta con Diane Warren e Niccolò Agliardi: i ringraziamenti della cantante («Sono così orgogliosa che ho la pelle d’oca») vanno a Sophia, Edoardo e Diane e all’amico Niccolò. Emozionata e composta nel collegamento tv in da casa, seduta al suo pianoforte a coda bianco. Più scatenata dal profilo Instagram («Siiii, porca miseria, Thank you!»). E poi scrive: «Non ho mai sognato di vincere un Golden Globe, non ci posso credere. Dedico questo premio a tutti coloro che vogliono e meritano di essere “visti” e a quella ragazzina che 28 anni fa vinse Sanremo e non si sarebbe mai aspettata di arrivare così lontano. Tutta la mia gratitudine e il rispetto per la meravigliosa Sophia Loren, è stato un onore dare voce al tuo personaggio, per trasmettere un messaggio così importante, di accoglienza e unità». La cantante romagnola lo dedica anche «all’Italia, alla mia famiglia, a tutti coloro che hanno scelto me e la mia musica e mi hanno reso quello che sono oggi. E alla mia bellissima figlia, che da oggi vorrei ricordare la gioia nei miei occhi, sperando che cresca e continui sempre a credere nei suoi sogni». Ha ragione di gioire Pausini: è la prima volta che un brano interamente in italiano vince. Con la speranza di ricevere buone notizie il prossimo 15 marzo, quando saranno svelate le nomination degli Oscar.

Come previsto sul fronte della serie tv è The Crown a fare il pieno (aveva sei candidature). Premiata come miglior serie drammatica, fa vincere anche la coppia Diana e Carlo, Emma Corrin e Josh O’Connor, Gillian Anderson per la sua Margareth Thatcher. Netflix festeggia anche per La regina degli scacchi, miglior miniserie – film tv e la sua protagonista, Anya Taylor-Joy. Esce a mani vuote Mank di David Fincher, grande sconfitto: guidava le classifica delle candidature, sei.

I VINCITORi :
Miglior film
Nomadland
Miglior regia
Chloé Zhao, Nomadland
Miglior film, musical o commedia
Borat 2
Miglior attore protagonista
Chadwick Boseman, Ma Rainey’s Black Bottom
Miglior attrice protagonista
Andra Day, The United States vs. Billie Holiday
Miglior attrice non protagonista
Jodie Foster, The Mauritanian
Miglior attore non protagonista
Daniel Kaluuya, Judas and the Black Messiah di Shaka King
Miglior attore musical o commedia
Sacha Baron Cohen, Borat
Miglior sceneggiatura
Aaron Sorkin, Il processo ai Chicago 7
Miglior film d’animazione
Soul
Miglior canzone
Io si, (seen) di Diane Warren, Laura Pausini e Niccolò Agliardi da La vita davanti a sédi Edoardo Ponti
Miglior colonna sonora
Trent Reznor, Atticus Ross, Jon Batiste per Soul
Miglior film in lingua straniera
Minaridi Lee Isaac Chung
Miglior attore non protagonista, televisione
John Boyega, Small Axe di Steve McQueen
Miglior attrice in serie tv, musical o commedia
Catherine O’Hara, Schitt’s Creek
Miglior attore in miniserie o film tv
Mark Ruffalo, I Know This Much Is True
Miglior serie tv drammatica
The Crown
Miglior attrice serie tv drammatica
Emma Corrin, The Crown
Miglior attore serie tv drammatica
Josh O’Connor, The Crown
Miglior attrice non protagonista, tv
Gillian Anderson, The Crown
Miglior serie tv, musical o commedia
Ted Lasso
Miglior attrice, musical o commedia
Rosamund Pike, I Care a Lot
Miglior attrice in miniserie o film tv
Anya Taylor-Joy, La regina degli scacchi
Miglior miniserie o film tv
La regina degli scacchi

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